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Intervista al presidente Mario Tarquini

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Manca ormai pochissimo all'avvio della stagione regolare della Nova Basket Ciampino. Il 14 ottobre a Frosinone, prenderà infatti il via la Serie C Silver, che vedrà impegnata la prima squadra amaranto. Abbiamo intervistato in merito, Mario Tarquini, figlio dello storico patron Francesco e attuale presidente della Nova, chiedendogli un commento sulla stagione in arrivo, sulle aspettative della società, e su come è cambiato il basket nei lunghi anni di attività.

Presidente Tarquini, quali sono le aspettative della Nova per la stagione che sta per iniziare, non solamente per la prima squadra, impegnata nel campionato di Serie C Silver, ma per tutti i settori giovanili e di minibasket?

La aspettative della prima squadra sono legate e complementari a quelle del settore giovanile. Il lavoro del settore giovanile è focalizzato alla maturazione mentale e tecnica di atleti che possano poi andare a rinforzare e a rinnovare costantemente il gruppo della prima squadra. L'obiettivo per la C Silvier è certamente quello di ripetere e se possibile migliorare quanto fatto lo scorso anno. Per quanto riguarda invece il settore minibasket è in fase di rinnovamento. Le tante iscrizioni e l'accordo con la GS pallacanestro Marino ci stanno fornendo quantità e qualità.

Lo staff ha lavorato alacremente per rinnovare e migliorare la rosa della prima squadra in vista della prossima stagione. E' soddisfatto della rosa in campo quest'anno?

Secondo me la rosa della C Silver è ottima. I "senatori" ci daranno quella continuità necessaria ad affrontare la competizione. Mi riferisco ai vari Gori, Martucci, Attianese, Sciudone, ai quali sono state aggiunte pedine importanti come Pongetti, Vanni e Lazzari che hanno sicuramente alzato il tasso tecnico. Le aspettative sono molto alte, e mi aspetto tanto, ad esempio, da Pierantoni, al quale auguriamo un anno da protagonista.

Se avesse una bacchetta magica, ci sarebbe un giocatore in particolare, passato per la Nova in questi anni, a cui lei è rimasto particolarmente legato durante la sua presidenza e che farebbe tornare in campo con questa squadra?

Per nostra fortuna, durante gli anni, alla Nova Basket sono passati tanti bravi giocatori e persone splendide. Lo stesso Dragone, che oggi guida la squadra come allenatore, è stato un pilastro in campo. Ricordo i vari Grillo, Marcelli, Picano, Bargelli, Simeone, Sabatini, Mai, Zangelmi e tanti altri, e sicuramente sto dimenticando qualcuno. Tutti loro ci hanno dato moltissimo, non solamente in campo e abbiamo condiviso dei bellissimi periodi assieme. In futuro si potrebbe organizzare una partita tra vecchie glorie per poterli incontrare tutti assieme.

Come è cambiato il mondo del basket in questi anni e come definirebbe il ruolo di una società storica come la Nova Basket Ciampino all'interno del territorio?

Il basket ha subito un'evoluzione davvero incredibile. Se, molti anni fa, questo poteva essere un "hobby", oggi le incombenze sono molte e bisogna avere una struttura e un'organizzazione in grado di lavorare al meglio. L'esperienza che abbiamo maturato, anche nelle serie maggiori, ci ha aiutato moltissimo a migliorare e ad imparare dai nostri sbagli. Sono ormai 35 anni che siamo presenti sul territorio, siamo una realtà affermata a Roma e nel Lazio.

C'è un momento della sua storia personale legata alla Nova Basket che ricorda con particolare affetto, quello che per lei è stato l'apice di questa lunga avventura?

Ricordo bene tutti i risultati ottenuti in C1, ma se dovessi scegliere un momento in particolare, direi che la rinuncia al titolo nazionale fu la scelta più sofferta, per quanto necessaria, della mia carriera. La crisi economica di questi ultimi anni, che ci ha toccati da vicino come ha fatto con molte altre società meno forti della nostra, che sono state costrette a chiudere, ci ha visto ricominciare dal basso per risalire con il tempo e con il lavoro a degna categoria.  


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