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INCREDIBILE SCONFITTA DELLA NOVA

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Nova Basket Ciampino 65: Sileo 7, Calvani 2, Giachè 2, Sciaudone 13, Puddu, Martucci 9, Gori 8, Lauri  7, Pichini 9, Tsishol 2, Mazzoni 6, Angelini n.e. All. Dragone, a. all. Fantini.

Carver Cinecittà 67: Brusaporci 2, Fabrizi 6, Galenti 7, Attianese 9, Gianpaolo 2, Guiducci 4, Pagnanelli 14, Rossi 1, Baruzzo 22, Maiorana n.e., Segatori n.e., Pantanella n.e.. All. Vercelli

Sconfitta amara per la rappresentativa di serie D della Nova Basket che dopo aver dominato per gran parte della partita, portandosi anche a + 20 dagli avversari, si fa raggiungere e sorpassare nei secondi finali del match. La Nova perde due punti importantissimi che a 12 minuti dal termine, sul punteggio di 59 a 40, sembravano già essere stati aggiudicati. Merito sicuramente del Carver Cinecittà che non ha mai mollato, soprattutto nel momento di maggiore criticità, ma in casa amaranto è d’obbligo qualche riflessione. Se la sconfitta casalinga con Roma Nord 2012 è venuta dopo una partita sostanzialmente equilibrata, dovendosi rimproverare, forse, solo l’ultimo possesso sprecato, qui si era conquistata una posizione di forza, ottimale da gestire. Comunque, ci piace il bicchiere mezzo pieno e allora possiamo sicuramente dire che per quasi 30 minuti abbiamo visto una grande Nova, divertente, piacevole, capace di sviluppare e mettere in campo una bella pallacanestro. Coach Dragone parte con Sileo, Lauri, Martucci, Gori e Sciaudone. Le due squadre si affrontano a viso aperto, il gioco è veloce e ne guadagna lo spettacolo. Dopo i primi 5 minuti in equilibrio, nei quali si evidenzia Lauri con 7 punti per i padroni di casa, la Nova, sotto la regia di Sileo, preme sull’acceleratore e prende il sopravvento. Coach Dragone comincia con le rotazioni, ma tutti rispondono bene alla chiamata e gli amaranto terminano il primo quarto a +11, con 6 punti consecutivi di un ottimo Pichini. Le cose non cambiano nel secondo minitempo, con la Nova che allunga fino a +17 a metà quarto, nonostante realizzi solo 1 degli 8 tiri liberi assegnatile. Il Carver Cinecittà passa a zona 2-3 e fissa un parziale di 6-0, a cui rispondono due canestri da oltre l’arco di Sileo e Mazzoni, subito imitati da Baruzzo per il 44-30. La difesa a zona ospite riesce comunque ad arginare i padroni di casa e si va al riposo lungo sul +12 per i castellani. Alla ripresa dei giochi la Nova si presenta con il quintetto iniziale ed il Carver ritorna ad uomo. Si gioca in velocità e punto contro punto. Dopo 5’ la Nova opera un break di 8-0 (2 volte Sciaudone, Martucci  e Gori) che costringe coah Vercelli a ripassare alla zona 2-3 al momento del massimo svantaggio (57-37). Qui è la svolta della partita. A circa 2’30” dall’ultimo intervallo si è sul punteggio di 59-40. La Nova fa difficoltà a battere la difesa avversaria e spreca tre possessi consecutivi. Commette falli in fase difensiva, mandando il Carver 3 volte dalla lunetta e costringendo coach Dragone a richiamare Sileo dopo il suo quarto fischio. All’inizio dell’ultima frazione di gioco il tabellone indica 59-50 per i padroni di casa, ma l’impressione è che l’inerzia della partita sia cambiata. I romani, spinti dai numerosi tifosi a seguito, ci credono e si avvicinano a -6 dopo 3 minuti, ma occorre aspettarne ancora un altro per muovere il tabellone dei padroni di casa, rimasto fermo per quasi 7 minuti (60-53). Coach Dragone rimette in campo Martucci (suoi gli ultimi 5 punti) ed ordina la zone-press che sorprende solo inizialmente i rossoblu, i quali, invece, continuano con Baruzzo e Gianpaolo il loro avvicinamento. Ad 1 minuto dal termine sul punteggio di 64 a 60, Guiducci conquista e realizza un fondamentale rimbalzo offensivo su tiro libero sbagliato di Pagnanelli. Martucci potrebbe riportare il distacco a due possessi, ma sbaglia 1 dei due tiri assegnatigli e su ribaltamento di fronte Pagnanelli accorcia a -1 (65-64) quando mancano 32”. La Nova non concretizza il suo possesso e sul veloce ribaltamento di fronte dimentica colpevolmente Baruzzo che da oltre l’arco fissa il sorpasso. Ci sono ancora 2” da giocare, ma il tiro di Gori, in precario equilibrio, colpisce solo il ferro.

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