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INTERVISTA AL PRESIDENTE MARIO TARQUINI

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 Al termine delle scorsa stagione tirammo le somme delle fatiche di un triennio con il DS Dario Dessì. Quest’anno, a stagione appena avviata, invece, chiediamo al Presidente Mario Tarquini, ormai al timone della Nova Basket Ciampino da 15 anni, quali siano gli obiettivi del prossimo futuro, quali le novità e le aspettative.

Presidente, lo scorso giugno ci siamo augurati buone vacanze ancora euforici per la promozione della prima squadra in serie D, ora, cosa è cambiato?

Sicuramente la promozione in serie D maturata sul campo è stata per noi una grande soddisfazione, avvenuta a coronamento di un triennio costellato da tante piccole gioie che progressivamente ci hanno incoraggiato ad andare avanti per la strada intrapresa, a perseguire il nostro progetto, dopo l’amarezza della cessione del titolo di C1 nazionale. Avete visto quanta gente al Palazzetto in occasione delle gare casalinghe? E quanti ragazzini si immedesimavano con i nostri giocatori più grandi della prima squadra? La promozione in serie D non ha modificato il nostro modo di vedere il basket dilettantistico, né i nostri programmi. La rappresentativa di serie D, così come lo era quella della Promozione, sarà composta in stragrande maggioranza da atleti residenti a Ciampino, che qui vivono, qui hanno fatto le scuole, qui, nelle nostre palestre, si sono formati e cresciuti. Continuiamo quindi per la stessa strada, ambendo a diventare un punto di riferimento per i nostri concittadini che amano questo sport, a mettere in campo delle rappresentative che non siano solo delle squadre della Nova Basket, ma soprattutto della città di Ciampino. La nostra attività non deve essere guardata confinata nel campo di gioco e finalizzata ai risultati agonistici, essa va ben oltre, è un fatto sociale e culturale.

Presidente, hai citato l’amarezza della cessione del titolo di C1, qualche rimpianto?

Un po’ di amarezza c’è, anche perché partecipavamo a quel campionato da 11 anni consecutivi, disputando play-off e play-out, ma guadagnando la permanenza sempre sul campo, senza ripescaggi. Purtroppo anche a quei livelli, dilettantistici, i costi erano elevati: cartellini, iscrizioni, gare, arbitri, trasferte fuori regione e atleti. Si, molti degli atleti andavano ben oltre il rimborso delle spese. Purtroppo anche in serie D assistiamo, seppure in forma minore, allo stesso fenomeno: l’ambizione di alcune società porta a monetizzare gli atleti. Comunque, ritornando alla tua domanda, no, non ci sono rimpianti, la scelta è stata quella giusta, forse anche noi c’eravamo un po’ distratti e le soddisfazioni che sono arrivate successivamente, e a cui accennavo prima, ne sono prova.

Il progetto rimane, quindi, quello iniziale, assai ambizioso e difficile, ma quali programmi e mezzi per continuare nella sua realizzazione?

L’aver raggiunto la promozione in serie D ha portato entusiasmo e nuova voglia di fare. Dobbiamo sforzarci ad operare meglio sul territorio e per il territorio. Abbiamo ampliato il numero delle squadre giovanili, coprendo maggiori età, al fine di fornire una maggiore offerta e rispondere più adeguatamente alle richieste. Ci siamo impegnati, insieme alla società USD Pallavolo Ciampino, a riqualificare, a nostre spese, la palestra di via Gorizia per poter dare alla città un altro sito sportivo dove far crescere, nella pratica dello sport, i nostri figli. Il progetto, che rientra nelle procedure di project financing, è ben avviato e ci auguriamo che i lavori possano iniziare a breve, compatibilmente con i tempi burocratici necessari. Questa è una vera situazione di emergenza, per noi: non abbiamo a Ciampino adeguate strutture sportive, sufficienti ad accogliere la domanda dei cittadini. Parteciperemo al progetto scuola promosso dalla Federazione, ma non vogliamo rivolgerci solo ai più piccoli; cercheremo sinergie anche con gli Istituti superiori cittadini, che normalmente partecipano ai campionati provinciali studenteschi, mettendo a disposizione le nostre expertices. Cercheremo di essere presenti a tutte le manifestazioni di piazza promosse dal Comune, a partire dalla Festa dello sport del prossimo 26 settembre, per propagandare la pratica sportiva, farci conoscere, capire e raccogliere quali possano essere le richieste ed esigenze dei concittadini nel settore. Intendiamo stringere collaborazioni con altre realtà ciampinesi, sportive e non, finalizzate al conseguimento di obiettivi di comune interesse o semplicemente al reciproco sostegno. Prevediamo di potenziare la nostra comunicazione per mettere a disposizione, di chi ci segue, un’informazione adeguata, più puntuale e qualitativamente migliore, con l’intento, inoltre, di condividere con essi le nostre attività, emozioni, sentimenti, rendendoli pienamente partecipi. Stiamo valutando la possibilità di aprire, prossimamente, anche al basket femminile; magari con una buona prima squadra che funga da richiamo e traino per la costituzione di un intero settore. Di idee, come vedi, ce ne sono. Per la loro realizzazione, però, serviranno risorse umane e finanziarie. Per le prime posso contare sicuramente su validi e collaudati collaboratori, tutti volontari che hanno apprezzato nel tempo questo bellissimo sport e che ad esso dedicano, senza alcun altro interesse, il loro tempo libero. A questi va il mio incondizionato ringraziamento per il sacrificio e la dedizione con i quali si applicano. La nostra società sportiva non ha scopo di lucro; le quote d’iscrizione per la frequenza della nostra scuola di basket servono all’autosostentamento; i necessari pranzi o cene societari sostenuti durante l’anno sono autofinanziati da tutti i commensali. La speranza è quella che le realtà industriali e commerciali di Ciampino sposino il nostro progetto e ci aiutino. Ci aiutino economicamente, in particolare, ma anche ci sostengano. A volte basta poco, anche senza ulteriori costi: ospitare la nostra bandiera o logo nella propria vetrina, distribuire ai propri clienti un nostro volantino, condividere le nostre gesta sul proprio sito o pagina facebook….. Così come anche le istituzioni comunali potrebbero fare la loro parte, per esempio aiutandoci a riaprire al più presto la palestra di via Gorizia; presenziando alle partite al palazzetto; dando risalto alle nostre attività nelle proprie comunicazioni di settore e sul proprio sito; invitandoci a partecipare a qualsiasi consesso, istituzionale o sponsorizzato dalle istituzioni, si parli di sport….

Nonostante questi propositi, la stagione è iniziata con qualche difficoltà. Accennavi alla penuria di siti sportivi….

Effettivamente, l’indisponibilità della palestra di via Gorizia, contestualmente alle poche ore assegnateci al Palatarquini, hanno rappresentato un brutto risveglio dal torpore delle vacanze e qualcosa che non ci aspettavamo. Diciamo che se non avessimo avuto un rapporto franco e costruttivo con l’Amministrazione comunale, avremmo potuto pensare ad un piano machiavellico. Questa situazione crea dei grossi disagi, sia nel soddisfare le esigenze del folto gruppo delle giovanili, ove spiccano per numero i circa 100 bimbi del minibasket, sia nel consentire alla prima squadra di allenarsi con continuità e serenità, in orari adeguati. Molti dei ragazzi lavorano e quindi hanno una fascia di disponibilità ben definita. Andare al di fuori vuol dire incidere sulla loro attività lavorativa.  Come ho già detto, noi speriamo che i lavori di via Gorizia inizino quanto prima e che, eseguiti quelli più urgenti, il Comune ci conceda di poterla utilizzare da subito. Questo ci aiuterebbe sicuramente, anche se non sarebbe completamente risolutivo. Per la serie D stiamo vagliando altre soluzioni oltre che attendere, ancora, la pubblicazione ufficiale della graduatoria di assegnazione degli spazi sportivi, per verificare l’eventuale presenza di errori nei conteggi del punteggio assegnatoci. Al di là di questo, pensiamo che vi sia un problema di fondo nei requisiti previsti per l’assegnazione, dove viene dato maggiore peso non già ai risultati concretamente conseguiti, agonistici e sociali, di recente e nel passato, ma ad una futura progettualità. Tra l’altro, la valutazione del progetto non si basa su dati oggettivi, misurabili e incontrovertibili, ma su elementi generici, interpretabili e, pertanto, soggettivi e sindacabili. Questo non ha molto significato: è come se meritasse di fare più sport sul territorio e per il territorio chi sa comporre meglio un tema d’italiano.       

Presidente, per concludere, tornando al settore agonistico, cosa si aspetta quest’anno dalla squadra di serie D?

Ai ragazzi ho parlato al primo allenamento. Ho detto loro di giocare divertendosi, senza pressioni, ma rispettando ed onorando questo gioco e la maglia che indossano. Li ho sollecitati a mantenere un comportamento ineccepibile verso arbitri ed avversari, li ho invitati a dare sempre tutto, fino all’ultimo secondo, li ho chiesto di essere esemplari. Vorrei che fossero da esempio per i più giovani, vorrei che catturassero l’attenzione dei ciampinesi, vorrei che la città li adottasse, vorrei che la città tutta li sentisse come una sua espressione, mi piacerebbe vedere il Palatarquini gremito e festoso, a prescindere dai risultati. Certo, poi il lunedì ci troveremo anche a dire che Tizio è fuori forma e che se avessimo avuto due Caio in squadra avremmo vinto tutto; c’è anche questo, fa parte del gioco, ma non è la sola cosa che conta, anzi.

Grazie Presidente e tanti auguri.


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