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Intervista al nostro DS Dario Dessì

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Dopo la grande rinuncia alla C1 Nazionale nel 2013, frutto di 12 anni meravigliosi e faticosi, la NBC Ciampino,  ripartita da sola e con un progetto di ristrutturazione totale, tira le somme alla fine del primo triennio. A tal proposito abbiamo chiesto un consuntivo preciso al direttore sportivo Dario Dessi, responsabile tecnico della  Nova Basket Ciampino.

 

·  Come giudichi il rapporto tra impegno del lavoro svolto e risultati ottenuti sia per la prima squadra di promozione, che per le giovanili ed il minibasket?

 

R Tre anni fa , quando il presidente Mario Tarquini e Gianni Ardolino mi chiesero di dar loro una mano nel ricominciare da capo, ereditai una situazione già avviata negli anni precedenti, ma non strutturata al raggiungimento di precisi obiettivi. D’accordo con loro, ci siamo focalizzati principalmente su due grandi necessità: riportare la prima squadra a livelli superiori e soprattutto puntare decisamente allo sviluppo consolidato di un settore giovanile di qualità e quantità che permettesse alla fine dei tre anni di avere una prima squadra con tutti tesserati della Società.

Posso tranquillamente affermare che abbiamo centrato in pieno gli obiettivi. Pur tra mille difficoltà, economiche, tecniche, strutturali e concorrenziali, oggi abbiamo una prima squadra che parteciperà il prossimo anno al campionato di serie D con tutta la rosa composta da giocatori residenti a Ciampino e tesserati della Società.

 

Questo grande risultato è stato possibile grazie allo sforzo dei dirigenti e degli allenatori. I primi sono stati encomiabili in quanto a presenza, abnegazione ed attaccamento alla Società. Con i secondi, il mio lavoro è stato inizialmente complicato da una serie di eventi imprevedibili, ma poi,  uniformata la visione di ogni singolo allenatore, le loro scelte tattiche (condivise ad inizio anno) e la gestione di interscambio di giocatori a cavallo di più squadre, ha prodotto ottimi risultati. Il mio obiettivo è stato quello di orientare gli allenatori a pensare la propria squadra non come un giardino a sé stante, ma una porzione di un complesso più ampio. In tal modo i benefici sono per tutti.

 

·  Come giudichi il settore giovanile? Quali squadre sono particolarmente cresciute?

 

R. Abbiamo fatto un ottimo risultato con i 2002, arrivando secondi nel girone Under 13 e tra le prime sei squadre del livello a Roma e Provincia. E’ stata senza dubbio la squadra che ha ottenuto il maggior numero di vittorie insieme al miglioramento del 90% dei giocatori componenti la rosa. Insieme a molti elementi dei 2001, saranno l’immediato futuro della Società. Entro due anni, a maturazione fisica decisamente avviata, conto di partecipare da subito a livelli giovanili Elite e portare molti di loro in prima squadra .

Gli Under 19, nati nel 96 e 97, hanno disputato il livello Elite, competendo con squadre del calibro della Stella Azzurra, Petriana, San Paolo. Sapevamo di essere privi di qualche ruolo fondamentale, soprattutto sotto canestro, ma d’accordo con la Società abbiamo iscritto lo stesso i ragazzi a questo livello, avendo guardie e ali potenzialmente molto forti. I ragazzi hanno avuto iniziali difficoltà, come era giusto aspettarsi, ma sono andati in crescendo nella stagione, togliendosi alcune soddisfazioni. A stagione chiusa, rifarei esattamente tutto, vista la maturazione che hanno avuto. Oggi abbiamo ben sei elementi stabili nella prima squadra e che giocheranno da protagonisti in serie D il prossimo anno. In più ci iscriveremo ancora per il loro ultimo campionato giovanile, sempre al miglior livello possibile.

Ottimo risultato di crescita anche per i 2003 e 2004, tra i quali già si intravedono delle ottime potenzialità. Con loro dobbiamo continuare a consolidare la cultura sportiva del sacrificio in allenamento e dell’umiltà in partita.

 

·  Facciamo un testa-coda. Parliamo di prima squadra e di minibasket

 

R Tre anni fa, mi spaventai di fronte alla richiesta della Società di condurre la Promozione! Non per paura, ma paradossalmente per inesperienza rispetto al livello di questo campionato. Ho fatto molta fatica nel condurre questa squadra nei primi due anni. Ci sono state difficoltà di ogni genere: un fuggi fuggi generale dei giocatori che avevano partecipato alla serie C fino all’anno precedente, il livello tecnico poverissimo del campionato, un generale scoramento per la situazione. Come sempre, nelle difficoltà, trovi ottimi compagni di lavoro. Grazie all’aiuto di Mario e Gianni, di Sergio Lico (un dirigente che farebbe comodo a tante società di prestigio!), ma soprattutto di giocatori rimasti grazie al grande attaccamento alla maglia, siamo riusciti in questo proposito e oggi siamo in serie D, avendo conquistato il titolo sul campo. In particolare ci tengo a sottolineare il lavoro di tre persone fondamentali: Francesco Dragone, Marco Basile e Marco Italiano. Due giocatori ed un assistent Coach che qualsiasi allenatore vorrebbe. Francesco Dragone ha giocato gli ultimi anni di una carriera da incorniciare e si è tolto la grande soddisfazione quest’anno di vincere il campionato conducendo da solo la squadra come giocatore-capitano-allenatore. Complimenti a lui! Ha meritato tutto questo, gestendo impeccabilmente la squadra. Il risultato parla da solo.

Marco Basile, dopo un grave infortunio alla spalla e fermo da anni, ha accettato volentieri la sfida, diventando di fatto il capitano in campo. La sua classe naturale ne ha fatto un esempio per i compagni. Marco Italiano si è messo subito a disposizione con utili e preziosi consigli, lavorando umilmente e senza atteggiamenti pretenziosi. Senza queste tre persone, non saremmo riusciti nell’impresa.

 

 

·  Minibasket ?

 

R E’ sicuramente il settore sul quale mi concentrerò nell’immediato futuro. Ho avuto un validissimo aiuto da Gianfranco De Castro, indiscutibile da un punto di vista tecnico. Di certo non può fare tutto da solo, ora che i numeri stanno aumentando. Sto cercando validi aiuti in modo da consolidare gli istruttori ed il settore tutto.

La figura più importante sarà quella del classico talent scout che giri per le scuole e per i campi minori, reclutando piccoli campioni. Per formare squadre di alto livello, dobbiamo far aumentare i numeri dei partecipanti per poter individuare e selezionare i migliori giovani.

 

 

 

·  A proposito di allenatori e istruttori……

 

R Uno su tutti! Marco Italiano. Anche lui un devoto alla maglia! Un signore. Una presenza intelligente e stimolante. Sempre attento a cogliere ogni imput che ho portato, ma senza mai risentirsi. Ha ottenuto una semifinale regionale con i 96 due anni fa ed ha ricominciato anche lui con i 2003 con ottimi risultati. Si vedono i frutti del suo lavoro sui ragazzi. La sua intelligenza e la sua cultura, mi hanno aiutato moltissimo. Da quest’anno, poi, vista la sua attitudine, è anche Direttore Sportivo, collaborando con le scelte societarie.

Di Dragone e De Castro ho già detto.

Gianfranco Fantini, ex giocatore ed appassionato del nostro sport, è stata la più grande sorpresa di quest’anno. A luglio comincerà i corsi basket e minibasket. Per quest’anno ha dovuto “subire” le mie angherie in silenzio (o quasi!). Contiamo molto su di lui. Potrà esprimersi sempre più negli anni futuri. Lo ringrazio veramente per il lavoro svolto e l’aiuto che mi ha dato.

 

·        Prossimi obiettivi?

 

R. La ricerca e lo sviluppo di allenatori, è forse il punto di maggior deficit nella mia gestione triennale. Questo , insieme al minibasket, saranno i miei obbiettivi a breve termine. Conto di avere uno staff di almeno una decina tra istruttori minibasket e allenatori. So bene quanto queste figure siano fondamentali nel consolidamento di ogni Società sportiva. Obiettivo del minibasket sarà avere almeno un centinaio di iscritti ogni anno, ma speriamo di avere le strutture per ospitarle.

A seguire, consolidato tutto questo, sicuramente la serie C. Mi è sempre piaciuto vincere!

 


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